Il leone e il topolino
In una savana dorata, sotto l’ombra fresca di un grande albero di acacia, un leone dalla criniera folta dormiva placidamente dopo una lunga giornata di caccia. Il sole era alto e caldo, e tutto intorno regnava un silenzio pieno di pace.
Non lontano da lì, un piccolo topolino grigio correva tra i fili d’erba, distratto e allegro, saltellando qua e là in cerca di qualche seme da sgranocchiare. Senza accorgersene, arrivò proprio ai piedi del leone addormentato e, per curiosità, decise di arrampicarsi sulla sua enorme zampa, poi sulla schiena, fino a salire dritto sul suo naso.
Il leone, sentendo quel solletico improvviso, si svegliò di scatto con un ruggito che fece tremare le foglie dell’albero. In un attimo afferrò il topolino tra le sue grandi zampe, pronto a mangiarselo in un solo boccone.
Squittì il topolino, tremante di paura:
“Ti prego, grande leone, non mangiarmi! Non volevo disturbarti, è stato un incidente! Se mi lasci andare, un giorno potrei ricambiare il favore e aiutarti anche io, te lo prometto con tutto il cuore!”
Il leone scoppiò in una grande risata che rimbombò per tutta la savana: come poteva un topolino così piccolo, minuscolo come una foglia, essere mai utile a un leone forte e potente come lui? L’idea gli sembrò così buffa che, divertito, aprì la zampa e lasciò andare il piccolo animale.
Disse ridendo:
“Va bene, piccolino, corri pure via. Ma dubito che avrò mai bisogno del tuo aiuto.”
Passarono alcune settimane, e un giorno il leone, mentre attraversava la savana, finì intrappolato in una grande rete di corda che alcuni cacciatori avevano nascosto tra i cespugli. Più si dimenava e ruggiva per liberarsi, più la rete si stringeva forte intorno a lui, imprigionandolo senza scampo.
I suoi ruggiti disperati echeggiarono fino al villaggio dei topi, e il piccolo topolino, riconoscendo quella voce, corse veloce come il vento in direzione del pericolo. Trovò il leone avvolto nella rete, sfinito e senza più forze.
Disse il topolino:
“Non temere, amico mio, sono venuto a mantenere la mia promessa!”
Con i suoi dentini piccoli ma affilatissimi, il topolino cominciò a rosicchiare le corde una dopo l’altra, con pazienza e determinazione, senza fermarsi un solo istante, finché l’ultimo filo si spezzò e il leone poté finalmente rialzarsi, libero.
Il leone guardò il suo piccolo salvatore con occhi pieni di gratitudine e stupore. Disse commosso:
“Avevi ragione tu, piccolo amico. Avevo sbagliato a pensare che la tua taglia contasse più del tuo cuore. Oggi ho imparato che anche il più piccolo degli amici può fare la differenza più grande.”
Da quel giorno, il leone e il topolino diventarono inseparabili, e nessuno nella savana osò più dire che la grandezza di un’amicizia si misura in centimetri.